Translate

Visualizzazione post con etichetta spirituality. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spirituality. Mostra tutti i post

sabato 8 maggio 2021

"Non abbiate paura"

Ph: Jasmin Chew

Nel brusio della stanza

Risa di angeli avanzano

Quanto rumore

Per essermi svegliata

Dalla parte opposta dei sogni.

G. Grasso

sabato 7 febbraio 2015

Miang xiang - Faccia, specchio dell'anima


L'arte della lettura del viso, una disciplina cinese vecchia di secoli, è ancora oggi ritenuta dalle aziende uno strumento valido nella scelta del personale e nelle strategie imprenditoriali ma, è affascinante soprattutto, come sia applicabile a tutte le razze umane, poiché, i modi in cui si esprimono le emozioni attraverso il volto sono universali. 


testo di Giusy Grasso 





LA LETTURA DEL VISO, IL MIANG XIANG, E' UN'ANTICHISSIMA ARTE CINESE VOLTA AD ANALIZZARE IN MODO MINUZIOSO E ACCURATO IL VISO DI UNA PERSONA. SIN DALLE ORIGINI (RICONDUCIBILI AL 403 a.C.) HA RICOPERTO UN RUOLO SIGNIFICATIVO NEGLI EVENTI POLITICI.


YIN E YANG

SECONDO IL TAOISMO, L'INTERO EQUILIBRIO VITALE, È REGOLATO DA DUE FORZE METAFISICHE SUPREME: LO YIN E LO YANG, GLI OPPOSTI COMPLEMENTARI CHE, SI UNISCONO PER FORMARE UN TUTTO. LO YIN, HA TRA LE SUE PROPRIETÀ SPECIFICHE IL FREDDO, L'IMMOBILITÀ E L'INTROSPEZIONE E, IN ESSO, SI PUÒ RICONOSCERE L'ENERGIA FEMMINILE. LO YANG, È CARATTERIZZATO DA LUMINOSITÀ, CALORE E AZIONE, ED È IDENTIFICABILE CON L'ENERGIA MASCHILE.

OGNI FORMA, PUÒ ESSERE DESCRITTA COME YIN  O YANG  IN RELAZIONE ALLA SUA CONTROPARTE. SECONDO L'ANTICA DIVINAZIONE CINESE, LA PARTE SINISTRA, È TIPICA MASCHILE E, QUELLA DESTRA, APPARTIENE ALLA SFERA FEMMINILE. PRENDENDO ATTO DI QUESTO, POSSIAMO DEDURRE CHE, IN UNA DONNA, SI DOVRÀ COMINCIARE L'ANALISI DALLA PARTE DESTRA DEL VOLTO E IN UN UOMO, DA QUELLA SINISTRA MA, ANDIAMO CON ORDINE, L'INTERA FILOSOFIA DI VITA CINESE, SI BASA SUL CONCETTO DEI CINQUE ELEMENTI, ELABORATA OLTRE DUEMILA ANNI FA DALLA SCUOLA NATURALISTA CINESE, SECONDO LA QUALE, ESISTONO CINQUE ELEMENTI FONDAMENTALI: ACQUA, FUOCO, LEGNO, METALLO E TERRA, INDISPENSABILI PER CAPIRE GLI EVENTI DEL MONDO DELLA NATURA. ESSI, HANNO ORIGINE L'UNO DALL'ALTRO: IL LEGNO CREA IL FUOCO, IL FUOCO LA TERRA, LA TERRA IL METALLO, IL METALLO L'ACQUA E L'ACQUA IL LEGNO. QUESTO, E' CIO CHE VIENE DEFINITO PRINCIPIO DI MUTUA CREAZIONE.

ANALOGAMENTE, ESISTE UN PRINCIPIO DI MUTUA DISTRUZIONE, PER CUI IL LEGNO INDEBOLISCE LA TERRA, LA TERRA LIMITA L'ACQUA ECC. OGNUNO DI QUESTI ELEMENTI, È ATTRATTO INEVITABILMENTE DALLA PROPRIA SORGENTE, PER CUI, IL LEGNO SI ASSOCIA ALL'ACQUA, L'ACQUA AL METALLO, IL METALLO ALLA TERRA, LA TERRA AL FUOCO E VIA DICENDO.

I CINQUE ELEMENTI DEL VISO

I CINQUE ELEMENTI, OLTRE A FORNIRE SPIEGAZIONI SUGLI EVENTI NATURALI, VENGONO UTILIZZATI COME PRINCIPI FONDAMENTALI IN MOLTI AMBITI DELLA CULTURA TRADIZIONALE CINESE; DALL'ASTROLOGIA ALL'AGOPUNTURA, DALLA PSICOLOGIA A DIVERSI CAMPI DELLA MEDICINA. QUESTA ANTICHISSIMA TEORIA È APPLICATA ANCHE ALLA LETTURA DEL VISO. A SECONDA DELLE TIPOLOGIE CARATTERIALI, SI POSSONO RICONOSCERE DIVERSI MODELLI DI PERSONE:

METALLO. SONO CARATTERIZZATE DA VOLTI QUADRATI, CON CORPI ARMONIOSI E UN PORTAMENTO ELEGANTE. SONO INDIVIDUI DESTINATI AL SUCCESSO NELLA VITA, TRAGUARDO CHE DI SOLITO RAGGIUNGONO INTORNO ALLA MEZZA ETÀ.

ACQUA. HANNO VOLTI ROTONDI CON FRONTI PICCOLE E MANI AFFUSOLATE. SONO RAZIONALI.

LEGNO. HANNO VOLTI LUNGHI, SONO SPESSO ALTI E MAGRI E INCLINI ALLA RIFLESSIONE, SOPRATTUTTO A QUELLA DI TIPO FILOSOFICO.

FUOCO. HANNO UN VOLTO GRANDE NELLA PARTE BASSA, CHE TENDE  AD ASSOTTIGLIARSI IN CIMA. SOLITAMENTE, HANNO MANI PICCOLE E PIEDI GRANDI. SONO INDIVIDUI MOLTO INTRAPRENDENTI E SPESSO, VEDONO LA VITA COME UN'AVVENTURA.

TERRA. HANNO VOLTI LARGHI E, GENERALMENTE, SONO DI COSTITUZIONE ROBUSTA. SONO ENERGICI E MOLTO PRODUTTIVI NEL LAVORO. AMANO LA FAMIGLIA.

I DIECI MODELLI DI VISO

MODELLO YAU  (IL CAMPIONE CHE LOTTA). LA FRONTE È STRETTA E IL MENTO BEN SVILUPPATO. LE PERSONE YAU, SONO DESTINATE A PERSEGUIRE, SEPPUR FATICOSAMENTE, GLI OBBIETTIVI PRESTABILITI.

MODELLO GAP  (L'INDIVIDUO DI SUCCESSO). LA FRONTE È LARGA E, IL MENTO, STRETTO E APPUNTITO. LE PERSONE GAP, SONO COLTE E SIMPATICHE.

MODELLO XUN  (LO STRATEGA). SIA LA FRONTE CHE IL MENTO, SONO ABBASTANZA STRETTI: CIÒ DENOTA RAPPORTI FAMILIARI PIUTTOSTO TESI.

MODELLO TIEN (IL DIRIGENTE). IL VOLTO HA UNA FORMA QUADRATA. LE PERSONE TIEN SONO DESTINATE A OTTENERE IL SUCCESSO IN OGNI SETTORE.

MODELLO TUNG (IL SUCCESSO SOCIALE). IL VISO È DI FORMA RETTANGOLARE. LE PERSONE TUNG SONO DESTINATE A UNA VITA FELICE E PROSPERA. LE DONNE APPARTENENTI A QUESTO MODELLO, POTREBBERO REALIZZARSI IN AMBITO DOMESTICO.

MODELLO WANG (LA BRAVA PERSONA). IL MENTO È SVILUPPATO E LE GUANCE PIENE. QUESTI ELEMENTI SONO SINONIMO DI SALUTE MA DI SCARSA RICCHEZZA. PERTANTO, È BENE CHE LE PERSONE WANG SIANO PARSIMONIOSE PER UNA VECCHIAIA SERENA.

MODELLO YUEN (L'OTTIMISTA). IL VOLTO È ROTONDO. SPESSO LE PERSONE YUEN SI ALLONTANANO PRESTO DALLA FAMIGLIA D'ORIGINE IMPEGNANDOSI NEL LAVORO.

MODELLO MU (IL GAGLIARDO). IL VISO È DI FORMA RETTANGOLARE COME NEL MODELLO TUNG  MA, CON IL MENTO MENO SVILUPPATO. LE PERSONE MU, SONO DI SOLITO LONGEVE MA POTREBBERO AVERE PROBLEMI NELLA VECCHIAIA.

MODELLO YUNG (L'INCOMPRESO). IL MENTO È SVILUPPATO E PROMINENTE. LE PERSONE YUNG, SONO SPESSO ORGOGLIOSE E RIBELLI.

MODELLO FENG (DA CRISI DI MEZZA ETÀ). LA FRONTE È LARGA E IL MENTO PROMINENTE MENTRE, LA PARTE CENTRALE DEL VOLTO È PIÙ PICCOLA. LE PERSONE FENG, SONO SPESSO LUNATICHE ED EGOCENTRICHE.

LE ZONE CHE INDICANO LE ETÀ

ESISTONO QUATTRO ZONE FONDAMENTALI DEL VISO CORRISPONDENTI A ETÀ SPECIFICHE.

PRIMA ZONA. È COSTITUITA DAGLI ORECCHI. CORRISPONDE ALL'INFANZIA (0-14 ANNI). SECONDO I PRINCIPI DELLO YIN E YANG, NEGLI UOMINI, L'ORECCHIO SINISTRO RIVELA AVVENIMENTI RIFERIBILI A UN PERIODO COMPRESO FRA UNO E SETTE ANNI MENTRE, IL DESTRO, SI COLLOCA FRA GLI OTTO E I QUATTORDICI. INVERSAMENTE PER LE DONNE.

SECONDA ZONA. COMPRENDE LA FRONTE E LA PARTE SUPERIORE DEL VOLTO. CORRISPONDE ALLA GIOVENTÙ (15-35 ANNI). DA QUESTE AREE, SI PUO' COMPRENDERE SE UNA PERSONA E' STATA SOSTENUTA DAI GENITORI E HA AVUTO UNA BUONA EDUCAZIONE.

TERZA ZONA. COMPRENDE LA PARTE CENTRALE DEL VISO, CHE VA DALLE SOPRACCIGLIA AL NASO. CORRISPONDE AGLI ANNI TRA I 35 E I 55 ANNI. COLORO CHE HANNO QUESTA PARTE DEL VOLTO PARTICOLARMENTE SVILUPPATA E VISTOSA (SOPRACCIGLIA FOLTE, GUANCE PIENE, NASO PROMINENTE ECC.) VIVRANNO QUESTI ANNI POSITIVAMENTE.

QUARTA ZONA. COMPRENDE LA PARTE DEL CORPO CHE VA DAL NASO AL MENTO. CORRISPONDE AGLI ANNI CHE VANNO DAI 55 FINO ALLA MORTE. UNA BOCCA AMPIA E SORRIDENTE O UN MENTO SVILUPPATO PREANNUNCIANO UNA VECCHIAIA SERENA.

LE ZONE CHE INDICANO IL CARATTERE

ESISTE UN'ULTERIORE SUDDIVISIONE CHE CONSISTE IN CINQUE PARTI DEL VISO, DETTE CINQUE MONTAGNE. QUESTE AREE, SONO CLASSIFICATE NEL SEGUENTE MODO:

MONTAGNA DEL NORD (HENG SHAN). CORRISPONDE ALLA FRONTE E RIVELA IL GRADO DI INTELLIGENZA. SE PARTICOLARMENTE SVILUPPATA, DENOTA UNA PERSONA AMBIZIOSA. LA PRESENZA DI FERITE O CICATRICI INDICA PERO' CHE SI SARÀ COSTRETTI ALL'ESPATRIO.

MONTAGNA DEL SUD (HANG SHAN). CORRISPONDE AL MENTO E INDICA I TRAGUARDI RAGGIUNGIBILI NELLA VITA. SE QUESTA ZONA E' ARROTONDATA, LA PERSONA IN QUESTIONE  RAGGIUNGERÀ RICCHEZZA E SUCCESSO ATTRAVERSO IL PROPRIO LAVORO, SE INVECE E'  APPUNTITA, L'ULTIMA PARTE DELLA SUA VITA SARÀ CARATTERIZZATA DA RISTRETTEZZE ECONOMICHE.

MONTAGNA CENTRALE (SUNG SHAN). CORRISPONDE AL NASO E RIVELA IL BENESSERE ECONOMICO E LE CAPACITÀ MANAGERIALI. UN NASO DRITTO E PRONUNCIATO INDICA BUONA SALUTE E FORTUNA. QUESTA PARTE DEL VISO È DI RILEVANTE IMPORTANZA, AL PUNTO CHE, SIA IN ORIENTE CHE IN OCCIDENTE, MOLTE PERSONE RICORRONO A OPERAZIONI ESTETICHE PER MIGLIORARNE LE FATTEZZE.

MONTAGNA DELL'EST (HUAN SHAN) E MONTAGNA DELL'OVEST (TAI SHAN). LA PRIMA, CORRISPONDE ALLA GUANCIA SINISTRA E LA SECONDA A QUELLA DESTRA.

LE ALTRE ZONE DEL VISO

NELL'ARTE DEL MIANG XIANG, LA FRONTE, GIOCA UN RUOLO DETERMINANTE NEL RICOSTRUIRE, COME IN UN PUZZLE, IL CARATTERE DI UNA PERSONA ED È CONSIDERATA LA PARTE YANG  DEL VISO. UN ALTRO SEGNO RIVELATORE SONO LE SOPRACCIGLIA, CHE EVIDENZIANO LE NOSTRE EMOZIONI, ASSECONDANDO LE ESPRESSIONI PIÙ INTENSE. NEGLI UOMINI, IL SOPRACCIGLIO SINISTRO VIENE CHIAMATO "BARONE" E RAPPRESENTA L'AUTORITÀ, QUELLO DESTRO È CHIAMATO "CONSIGLIERE" E RAPPRESENTA LA SAGGEZZA.

STRETTAMENTE LEGATI ALLE SOPRACCIGLIA, SONO GLI OCCHI. RILEVANTI ALCUNI SEMPLICI GESTI, COME LA DIREZIONE IN CUI È RIVOLTO LO SGUARDO. AD ESEMPIO, EVITARE LO SGUARDO DEL NOSTRO INTERLOCUTORE È INDICE DI AMBIGUITÀ E TITUBANZA. UNA BOCCA AMPIA, RIVELA OGGI DOPO IL SUPERAMENTO DI ALCUNI TABÙ, IN ENTRAMBI I SESSI, LA POSSIBILITÀ DI REALIZZARSI NEL LAVORO. MENTRE, UNA BUONA DENTATURA, RIVELA LONGEVITÀ E RICCHEZZA. PARTICOLARMENTE IMPORTANTI GLI INCISIVI SUPERIORI CHE, RAPPRESENTANO I GENITORI: PER GLI UOMINI AL SINISTRO CORRISPONDE IL PADRE, AL DESTRO LA MADRE.

PRENDENDO SPUNTO ANCHE DALLA GESTUALITÀ DEL CORPO POSSIAMO TRARRE ULTERIORI INFORMAZIONI, AD ESEMPIO: QUANDO, DURANTE UNA CONVERSAZIONE, SI PIEGANO LE DITA VERSO L'INTERNO, SI STA PROVANDO AD ATTRIBUIRSI UNA QUALCHE AUTORITÀ.

LE PERSONE CHE SI TOCCANO SPESSO LE ORECCHIE SONO IN GENERE LITIGIOSE.

LE PERSONE CHE SI TOCCANO SPESSO IL NASO SONO EGOISTE E CAPARBIE.


Estratto da New Age & New Sounds n. 140


*Per eventuali approfondimenti si consiglia la lettura "Capire gli altri a prima vista" di Chao-Hsiu Chen (Ed. Red)

giovedì 1 gennaio 2015

“Il bene e il male hanno la stessa faccia”



Viscos, paese di duecentottantuno anime, la scena si svolge all'interno di un bar, l'unico. Lo straniero ammalia gli abitanti con le sue avvincenti storie... 


Quando concepì questo dipinto, Leonardo da Vinci si trovò alle prese con una grande difficoltà: aveva bisogno di dipingere il Bene, nell'immagine di Gesù, e il Male, nella figura di Giuda, il discepolo che scelse di tradirlo durante la cena. Dovette interrompere il lavoro a metà, fino a quando non fosse riuscito a trovare i modelli ideali. Un giorno, mentre ascoltava un coro, in uno dei ragazzi vide l'immagine perfetta di Cristo. Lo invitò nel suo studio e ne riprodusse i lineamenti in vari studi e bozzetti. Passarono tre anni. Il dipinto era quasi terminato, ma Leonardo non aveva ancora trovato il modello per Giuda. Il cardinale responsabile della chiesa, lo sollecitò, pretendendo che portasse a compimento in breve tempo la sua opera. Dopo alcuni giorni di ricerche, il pittore incontrò un giovane prematuramente invecchiato, lacero, ubriaco, che giaceva riverso in un fosso. Con difficoltà, chiese ai suoi assistenti di condurlo in chiesa, non capiva cosa gli stesse accadendo: gli assistenti lo tenevano in piedi mentre Leonardo copiava i lineamenti dell'empietà, del peccato, dell'egoismo, che apparivano ben marcati sul suo viso. Quando il lavoro fu ultimato, il mendicante, ormai ripresosi dalla sbronza, aprì gli occhi e notò il dipinto davanti a sé. E con un misto di sgomento e tristezza, disse:

  • Ho già visto questo dipinto!
  • Quando? Domandò sorpreso Leonardo.
  • Tre anni fa, prima che perdessi tutto ciò che possedevo. In quel periodo cantavo in un coro, e la mia vita era piena di sogni... Un artista mi invitò a posare come modello per il viso di Gesù.
    Lo straniero fece una lunga pausa. I suoi occhi fissavano il prete, che beveva una birra, ma Chantal sapeva che le parole che stava per pronunciare erano rivolte a lei: 
  • Il Bene e il Male hanno la stessa faccia.Tutto dipende dal momento in cui attraversano il cammino di ogni essere umano.  




*Tratto da: “Il diavolo e la signorina Prym” di P. Coelho


venerdì 14 novembre 2014

Il Saggio e le Domande (storia zen)


Donna allo specchio - F. Van Hove
C'era una volta, un vecchio saggio seduto ai bordi di un'oasi alle porte di una città del Medio Oriente. Un giovane si fece avanti e gli domandò:
"Non sono mai stato da queste parti. Mi dica buon uomo, come sono gli abitanti di questa città?"
L'uomo rispose con una domanda: "Come erano gli abitanti della città da cui vieni?"
"Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là".
"Così sono gli abitanti di questa città!", gli rispose il vecchio saggio. Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all'uomo e gli pose la stessa domanda:
"Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?"
L'uomo rispose di nuovo con la stessa domanda:
"Com'erano gli abitanti della città da cui vieni?"
"Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!"
"Anche gli abitanti di questa città sono così!", rispose il vecchio saggio. 
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all'abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:
"Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?"
"Figlio mio", rispose il saggio, "ciascuno porta nel suo cuore ciò che è. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell'altra città, troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore".





venerdì 24 ottobre 2014

Anima zen di un haiku








La moda di comporre haiku nacque dagli Yazaku Haikai: gare letterarie con un premio in denaro a chi componeva il maggior numero di versi nel minor tempo, che in epoca Momoyama (1573-1603) ed Edo (1603-1868) erano un divertimento popolare molto diffuso. Un celebre vincitore di queste competizioni fu lo scrittore Ihara Saikaku, che narrava la vita dei quartieri di piacere e dei teatri, il famoso "mondo fluttuante" (Ukiyo) ritratto anche nelle celeberrime stampe (ukiyo-e) di Hokusai, Hiroshige e Utamaro.
Il termine haiku significa letteralmente “poesia del viandante”. Dei due ideogrammi che lo compongono, il primo (hai) ha in origine il senso di “girare”, “pellegrinare”, “viaggiare”, mentre il secondo (ku) vuol dire “frase” o “poesia”. Per semplificare, si tratta di un componimento poetico di origine giapponese costruito sullo schema sillabico 5, 7, 5.
  1. Il primo verso introduce un argomento con un’immagine diretta.
  2. Il secondo, sviluppa la situazione presentata.
  3. Il terzo verso si contrappone, introducendo un sottile sbalzo semantico (a volte, già il secondo verso introduce un nuovo tema, in antitesi al primo verso).
Negli haiku moderni non può mancare un riferimento stagionale (kigo) che può essere inserito anche sotto forma di metafora ma, tutto ciò è limitativo: bisogna penetrare lo spirito Zen che attraversa queste opere e la necessità del poeta stesso di entrare in connessione con l’universo e realizzare l’unione degli opposti in un processo alchemico. L’haiku deve essere un mezzo di meditazione per arrivare alla verità essenziale. Chi compone un haiku non guarda ad un oggetto, ma come quell’oggetto.

Matsuo Bashõ (1664-1694)

Nella visione di Bashõ, tutto è Kami, divinità e al cospetto del divino si colloca, anima e corpo in unità inscindibile, nella condizione estatica della contemplazione. Fu un mistico, umile e povero, d’una povertà francescana. L’amicizia e la poesia furono le grandi passioni della sua vita. A quarant’anni intraprese un pellegrinaggio attraverso il paese. In viaggio portava un cappello largo fatto di stecche di bambù e paglia intrecciata, abiti di carta dura, come usavano allora i poveri, e sandali di paglia di riso. Aveva una bisaccia appesa al collo con dentro rotoli di carta, i pennelli e la pietra rettangolare dell’inchiostro di china, un bastone, il rosario buddista, un gong e un piccolo flauto. A coloro che volevano dedicarsi alla poesia raccomandava quattro cose: Wa, la pace, l’armonia con tutti gli esseri, animati e inanimati; Kei, il rispetto profondo; Sei, il corpo e lo spirito liberi dal desiderio di possesso; Jaku, la tranquillità e il distacco affettivo dalle creature per un’indispensabile calma interiore. A partire da questa ascesi si può giungere a uno stato di estasi che solo la contemplazione della vera bellezza può suscitare. E’ a quel punto che l’haiku scaturisce.


Inverno desolato
nel mondo d’un solo colore
il suono del vento.

Al profumo del pruno
Sbuca improvviso il sole.
Sentiero tra i monti.

Tutta nel canto
consumata, la cicala
ha lasciato la spoglia.


Suvvia,andiamo
a contemplare la neve
fino a cadervi dentro.



Tre discepoli di Bashõ: Naitõ Joshõ, Kagami Shikõ, Õshima Ryota

Naitõ Joshõ (1662-1704)

Naitõ fu dapprima samurai, poi divenne monaco buddista e si unì al gruppo di amici poeti che faceva capo a Bashõ. Quando il maestro morì, portò il lutto per tre anni.


Sabishisa no
Soko mukete furu
Mizore kana


*Cade nevischio
attraversando il fondo
della tristezza.


*Note: è palese l’influenza del maestro nell’opera di Naitõ Joshõ

Nella sua mesta solitudine, il poeta, rende autentico il contatto con il nevischio.



Kagami Shikõ (1665-1731)


Fu sempre considerato uno dei migliori discepoli di Bashõ. Fu lui a scrivere il primo saggio critico sull’opera del suo grande maestro e a renderlo noto in tutto il giappone.

Suge-gasa o
Kite kagami miru.
Chatsumi kana

Indossando il cappello di paglia
guarda dentro lo specchio.
La raccolta del tè…

La contadinella, col suo ampio copricapo, si lascia distrarre dalla propria immagine allo specchio tanto da dimenticare la raccolta del tè. Non vi è un’intenzione di natura narcisistica ma una sottintesa analisi interiore racchiusa nel verso “guarda dentro lo specchio”.



Õshima Ryota (1718-1787)

Evitò il seryu, l’haiku sarcastico in auge verso la metà del diciottesimo secolo; si adoperò invece per un ritorno della poesia ai canoni estetici di Bashõ. E’ ricordato come un maestro di fascino eccezionale: ebbe fino a duemila discepoli.

Asakaze ya
Tada hito-suji ni
age hibari

Brezza del mattino
l’allodola s’innalza
dritta nel cielo.

La levità della brezza mattutina ci restituisce la leggerezza del volo dell’allodola.

Note: sono stati riportati anche i versi in lingua giapponese per renderne la metrica originale, poi evaporata a fronte della traduzione.



PENSIERI FINALI DI UN'ANIMA ZEN

Quando divenne chiaro che Matsuo Basho, il più grande dei poeti haiku, stava per morire, i suoi amici gli chiesero un componimento di morte, ma egli rifiutò. Affermò che in un certo senso ogni poema che aveva scritto nel decennio precedente – decisamente il più produttivo e di profondo coinvolgimento Zen - era stato scritto come fosse un componimento di morte. Tuttavia, il mattino successivo, il poeta chiamò gli amici al proprio capezzale e disse loro che durante la notte aveva fatto un sogno e che al risveglio gli era venuta in mente una poesia. Quindi recitò queste famose strofe:

Ammalato, in viaggio,
tuttavia su campi avvizziti
i sogni vagano.



Prova anche tu!
Haiku in musica: