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giovedì 8 maggio 2014

In questo mese ricorre l’anniversario della morte di Franca Rame, attrice teatrale, drammaturga e politica italiana. Questo è il mio personale omaggio.


Ciao Franca


Il vento dirige le note
del musicista di strada che,
con scatole e bidoni
s’arrabatta.
Percussioni che
ritmano il cuore.

Un passante avanza furtivo
con una smorfia di
disappunto abbozzata sul volto
mentre bimbi festosi seguono
quel ritmo tribale.

Tutto attorno è magia:
il fuoco delle danze,
l’indolenza della pioggia,
il silenzio dell’attesa.

Due amici s’incontrano
per andare a teatro,
ora pieno e vuoto di te,
nel mezzo di un piovoso
giovedì pomeriggio.


Dedicata a Franca Rame
*dal libro "Reset" di Giusy Grasso


Parlando di Franca Rame, non si può ignorare "Lo Stupro", il monologo che scrisse nel 1975 e che portò in scena a teatro e davanti a milioni di telespettatori della tv di stato. La Rame, dichiarò di aver preso il racconto da una testimonianza pubblicata su "Quotidiano Donna" ma, in realtà, fu vittima in prima persona di uno stupro punitivo di matrice neofascista. Le inflissero la pena peggiore, la ferirono nella sua femminilità. Diversi anni dopo, un pentito si decise a fare i nomi: troppo tardi, il reato era ormai caduto in prescrizione e gli stupratori non fecero un solo giorno di carcere ma Franca Rame, ha sconfitto la loro violenza con la spada della PAROLA. 


venerdì 2 maggio 2014


Buongiorno amici, si è concluso da pochi giorni il “Meeting of Styles” (MOS), un festival internazionale di graffiti al quale partecipano ogni anno diversi artisti provenienti da tutto il mondo. Il festival, peraltro presente per la terza volta in territorio italiano, quest’anno si è svolto a Cesano Boscone. Un evento di una certa portata, che ha attirato numerosi visitatori da tutta Italia e mobilitato writers noti a livello internazionale. Le vicende giudiziarie di un noto personaggio ci hanno recentemente ricondotto su queste operose viuzze ma Cesano Boscone è ben più di questo; ha una realtà musicale di tutto rispetto ed è di questo che vorremmo parlarvi oggi.

"CHARRA, al secolo Maurizio Ciaravino, nasce a Milano Il 31/10/97. A 11 anni comincia a scrivere i suoi primi testi. Soltanto qualche anno dopo, si cimenterà nella registrazione della sua prima traccia musicale perfettamente realizzata. Nel 2014, con la grinta dei 17 anni, forte della sua passione musicale, dopo aver collezionato molteplici esperienze live e dopo l’uscita del suo primo album, decide di mettere in cantiere  un nuovo ambizioso progetto, una grande opportunità  per  farsi notare da artisti di un certo calibro. Personaggio eclettico, Maurizio, come altri giovani, nutre la necessità di veder sviluppare il proprio sogno traducendolo oggettivamente in qualcosa di concreto. L’ambiente musicale nazionale pullula di artisti notevoli, che hanno davvero molto da raccontare con le loro sperimentazioni musicali, forse qui in Italia, si punta troppo sul prodotto commerciale, c’è una sorta di “grande distribuzione” della musica, così, diventa anch’essa un prodotto, soggetto dunque a costi onerosi e alla necessità di segnalazioni da parte di esperti del settore. Probabilmente, ciò che manca è la figura del talent scout, ancora presente in America o di fonti di informazione alternative. A questo punto penso sarete ansiosi di ascoltare "TRAVEL MIXTAPE VOL.1". Allora, non vi tratterrò oltre. Buon ascolto a tutti.

Giusy Grasso


*il cd sarà fruibile gratuitamente online attraverso un sito web. Per informazioni e aggiornamenti: https://facebook.com/Charraofficialpage 

mercoledì 16 aprile 2014



CINEMA - Crossroads di Luca Grasso



Renato Sitzia è il protagonista del corto sperimentale scritto e diretto da Luca Grasso. "Crossroads" è un puzzle di eventi montato scompaginando la linearità narrativa; delle azioni rimangono solo le conseguenze. Tocca, poi, allo spettatore, partendo da queste, cercare di risalire alle cause iniziali. Il "crossroads", l'"incrocio", il "crocevia", cui il titolo si riferisce, coincide con uno di quei momenti in cui si è costretti, dalle circostanze, a fare i conti con se stessi. In una Milano frenetica, restituita nei suoi scorci più rappresentativi, un uomo d'affari in seguito a un incontro dall'esito imprevisto, si troverà costretto a riconsiderare il proprio concetto di vita, le sue priorità...

lunedì 7 aprile 2014

Scusa ma... ne capisci di poesia?!





Tu, cosa ne sai,
di un universo di parole
lasciate lì,
panni stesi al sole.
E di un quinario,
cosa ne sai?
Ma la rima, la baci mai?
Tra un verso e l’altro,
la incontri mai?
Vorrei volare
con ali di cristallo
e non cadere in fallo.
Saperti  amare.
 Sentire il mare... 




* Uno sfottò a chi si professa poeta e non lo è, ma soprattutto a chi presiede in qualità di giurista ai concorsi di poesia non avendo mai sentito parlare di endecasillabi, quinari, settenari, rime baciate, rime alternate, rime incatenate... L'endecasillabo questo sconosciuto... Mi immagino una scena fantozziana davanti a richieste oggettive sulla metrica. Un'opera d'arte non è forse un dolce abbraccio tra forza espressiva e tecnica? A chi invece si sta avvicinando ora al magico mondo della poesia, consiglio alcune preziose e semplici letture "La poesia salva la vita" di Donatella Bisutti (Arnoldo Mondadori Editore) e i preziosi appunti dell'accademia Alfieri.



METAFORE...




giovedì 6 marzo 2014

La sai l’ultima su Mark Twain?

Forse non tutti sanno che,  agli esordi della sua carriera, prima di dedicarsi seriamente alla scrittura, Samuel Langhorne Clemens alias Mark Twain, recatosi in Nevada a trovare il fratello Orion, si trattenne qualche tempo nella ridente cittadina di Carson per aiutare il fratello nominato segretario territoriale da Abraham Lincoln. Il ruolo di assistente tuttavia, non solo occupava una misera parte del suo tempo ma non appagava a sufficienza le sue esigenze, economicamente parlando, poiché aveva accumulato considerevoli debiti. Fu così che si mise a cercare qualcosa che gli consentisse di esprimere in maniera più esaustiva la sua incontenibile creatività.

Essere un giovanotto pieno di energie a Carson City nel 1861 doveva essere eccitante. La città in sé, affollata di esploratori e faccendieri, investitori  e mercanti in cerca di facili guadagni, era l’incarnazione della città americana giovane e ottimista. Nel suo bellissimo libro “Vita dura”, Mark Twain descrive la vita laggiù: “La gioia si leggeva su ogni volto, e negli occhi di tutti brillava una felicità intensa e quasi febbrile, testimonianza dei progetti di guadagno che si sviluppavano nella mente di ognuno e delle grandi speranze che dimoravano in ogni cuore. Il denaro abbondava come la polvere; ognuno si riteneva  ricco, e non si vedeva mai un viso intristito. C’erano associazioni militari, società di pompieri, orchestre di ottoni, banche, alberghi, teatri, organini, sale da gioco con le porte spalancate, riunioni politiche, sfilate, risse, assassinii, inchieste, disordini, una distilleria di whisky ogni quindici passi… “
-      
Questo paragrafo non era una frottola: i tempi erano floridi e Samuel era deciso a divertirsi il più possibile. Ma in fondo al suo cuore c’era il pensiero della madre e della sorella a casa, che si domandavano se stesse combinando qualcosa della propria vita come aveva fatto suo fratello. Le loro aspettative, accompagnate dal suo desiderio di accantonare denaro per le spese voluttuarie, lo indussero a escogitare un piano che, non solo avrebbe lanciato la sua carriera di scrittore, ma avrebbe anche dato i natali all’UOMO di nome Mark Twain. I due principali giornali locali del tempo, il “Territorial Enterprise” a Virginia City e l’”Evening Bulletin”, erano impegnati in una competizione serrata, entrambi alla ricerca delle storie e degli scrittori migliori per accaparrarsi un pubblico di lettori affamato di pettegolezzi. Nell’estate del  1862 Samuel  - inizialmente sotto lo pseudonimo di Josh  - fu arruolato come reporter locale. Il suo compito, quello di girare per la città e parlare con i suoi abitanti, fermarsi a bere con loro e mettere per iscritto quello che gli raccontavano. Un compito assai piacevole essendo lui un estimatore di chiacchiere e liquori. Per tutto questo sarebbe stato pagato venticinque dollari a settimana, una somma che a lui sembrava “scandalosamente esagerata”. Il resoconto dei fatti nudi e crudi, specialmente in una giornata uggiosa, era sempre di secondaria importanza rispetto all’offrire ai lettori quello che volevano, ossia sangue, budella e scandali. Twain avrebbe sempre rivendicato stupore davanti all’ingenuità dei suoi lettori, che con sua grande sorpresa si bevevano le sue improbabili storie senza batter ciglio. Ma lo stile spontaneamente scherzoso e aneddotico, persino quando riportava fatti realmente accaduti, indusse probabilmente il pubblico a pensare che fosse semplicemente una di quelle persone intorno a cui gravitavano storie straordinarie…

Alcuni spunti da "Il libro dei libri bugiardi" di Melissa Katsoulis

martedì 10 dicembre 2013

“E NON C’è POSTO PER ME?!”  

Poesia sul disagio psichico


Uno, due, tre, quattro, cinque…

Dove si va, cosa si fa?!
Ma ho lavato le mani?
Ho chiuso la porta?
Un dolore profondo
mi sconquassa la testa.
Il pensiero si arresta
ma l’immagine avanza:
è quella nera figura
che anche se chiudo gli occhi
mi sta appresso, mi cura
tra pugnali e balocchi.
Ma quanto è vasto il mondo
bello e brutto,
bello e brutto il mondo
e non c’è posto per me?!
Senza rispetto, nessun rispetto
per un povero pazzo, un reietto.
Ma che strana malattia buon Dio
senza onore né ragione,
solo spade in mezzo al cuore.
Mentre corro,  da una tasca scivola
una trottola di legno dai mille colori
la mia mente catturata
da vecchi amori, da vecchi amori…
Ma quanto è vasto il mondo
bello e brutto,
bello e brutto il mondo

e non c’è posto per me?!
(Giusy Grasso)