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venerdì 11 dicembre 2015

 “Spetalando il fiore della vita” 
Favoletta zen sul karma (per grandi e piccini)


Sophia, si immerge in un campo di ridenti margherite e
osserva incantata il cielo e i visitatori alati che vi librano
leggeri... 

Estatica, si abbandona tra le braccia di Morfeo e,
in men che non si dica, si ritrova catapultata in una serie di
mondi incantati... 

Quasi a volersi sincerare della “realtà”
del momento, volge lo sguardo alle sue goffe manine che
stringono una margherita...

Spetalando un fiore, a ogni petalo, avanza, con passo
spedito, una diapositiva... come una carta sfuggita a un
variopinto mazzo di carte; re, fanti e damigelle giocano e
danzano con lei, raccontandole di amori, di guerre, di
rancori e di amicizie, di tramonti e arcobaleni...
di ancestrali paure...

Come gocce di pioggia, i volti piovono su di lei,
riconoscendovi se stessa, nonostante lo specchio rifletta
un altro volto... 

Rivede chi l'ha amata, e chi si è
“scontrato” più e più volte con lei nella faticosa palestra
della vita, che non conosce vincitori né vinti... 
L'aroma della torta della nonna e “ignote” cantilene 
riemergono dalla foschia 
mentre un'iridescente farfalla dalle ali di carta
zuccherina, si fa strada nella volta celeste dicendole:

- Ricorda, tesoro, non vi è “bene” e non vi è “male”, non
vi è “sempre” e non vi è “mai”; le storie hanno molte
facce, seppur con un unico volto: guarda quel palloncino a
forma di cuore che, come una foglia sospinta dalla danza
del vento, si allontana serafico.

Spetalando un fiore, Sophia si sveglia con una margherita
spogliata dei propri petali tra le mani, che ora assume
l'aspetto di un ridente sole.



Dedicata a mia nipote

lunedì 16 novembre 2015

TOCCA A NOI ESSERE MIGLIORI




"Non penseresti mai possa succedere a te.


Era un semplice venerdì sera ad un concerto rock.
L'atmosfera era così serena, e tutti erano intenti a ballare e divertirsi.


Quando quell'uomo è arrivato all'ingresso e ha cominciato a sparare, 
tutti abbiamo pensato facesse semplicemente parte dello spettacolo.


Ma non era un attacco terroristico: è stato un massacro.


Dozzine di persone sono state colpite davanti ai miei occhi. 

Il pavimento pieno di pozze di sangue. 

I pianti di uomini adulti che stringevano i corpi morti delle proprie fidanzate hanno cominciato a riempire il locale.


Futuri demoliti, famiglie distrutte, in un istante. 


Sola e sconvolta, ho finto di essere morta per più di un'ora, sdraiata tra chi era costretto a guardare i propri amati inerti...
Trattenevo il respiro, provavo a non piangere per non nutrire quegli uomini con la paura di cui erano alla disperata ricerca.


Sono stata estremamente fortunata ad uscirne viva, ma molti altri no. 
Persone innocenti che erano lì per i miei stessi motivi: passare un venerdì sera sereno ascoltando musica.

Questo mondo è crudele. 


Atti come questo non fanno altro che sottolineare la depravazione degli esseri umani, e le immagini di quegli uomini che volteggiavano su di noi come avvoltoi mi daranno tormento per il resto della mia vita.


Il modo in cui prendevano meticolosamente la mira prima di sparare tutti coloro che erano all'esterno della pista senza alcuna considerazione. Non sembrava vero.


Aspettavo che qualcuno finalmente mi dicesse che si trattava soltanto di un incubo.


Ma essere sopravvissuta a questo orrore mi ha dato la possibilità di accendere i riflettori sui veri eroi. 


All'uomo che mi ha rassicurato e messo a repentaglio la sua vita pur di proteggermi e coprirmi la testa; alla coppia le cui ultime parole d'amore mi hanno fatto riflettere su quello che ancora c'è di buono a questo mondo; alla polizia che è riuscita a salvare centinaia di vite; al perfetto sconosciuto che si è avvicinato a me in strada e mi ha confortato per tutti i 45 minuti in cui ho pensato che l'amore della mia vita fosse morto; all'uomo ferito che ho scambiato per lui, e che dopo essermi accorta della svista mi ha stretta e confortata, nonostante fosse il primo ad essere solo e spaventato; alla donna che ha aperto la porta di casa sua ai sopravvissuti; all'amico che mi ha offerto rifugio e si è preoccupato di andare a comprare dei nuovi vestiti così che non dovessi più indossare questo top sporco di sangue; a tutti voi che vi siete preoccupati di inviarmi messaggi di supporto.


Tutto questo mi fa pensare che ci sia del potenziale affinché questo mondo diventi migliore. 


Che tutto questo non debba succedere mai più.


Ma per lo più questo messaggio è per quelle 80 persone che non sono state così fortunate, e che oggi non hanno avuto la possibilità di svegliarsi... e per tutto il dolore che i loro amici e le loro famiglie dovranno affrontare.


Mi dispiace.


Non c'è niente che possa attenuare il dolore.

Mi sento privilegiata ad essere stata lì per il loro ultimo respiro.

E avendo davvero creduto che avrei fatto la stessa fine, posso assicurarvi che il loro ultimo pensiero non era rivolto agli animali che hanno causato tutto questo, bensì a tutte le persone che hanno amato col cuore.


Mentre ero sdraiata in mezzo al sangue di sconosciuti, aspettando quel proiettile che avrebbe segnato la fine dei miei miseri 22 anni, non ho fatto altro che visualizzare il volto di tutti coloro che amo, sussurrando loro  
"Ti voglio bene". 

Ancora, e ancora una volta.
Riflettevo sui momenti più belli della mia vita.

Desideravo che le persone che amo sapessero quanto, e mi auguravo che nonostante tutto avrebbero continuato a credere nel bene.
Per non lasciar vincere quegli animali.


La notte scorsa, la vita di molte persone è cambiata per sempre... e tocca a noi essere migliori.


Tocca a noi vivere le vite che le povere vittime di questa strage hanno desiderato, ma che non saranno mai in grado di realizzare.


Riposate in pace, angeli.

Non sarete mai dimenticati."


(Isobel Bowdery)

domenica 15 novembre 2015

"In Piazza Duomo un piccolo gruppo di uomini e donne, ragazzi e ragazze francesi regalano abbracci per mostrare che non hanno paura, nonostante tutto. O meglio, ne hanno, ma sono lì al di là della paura. Sono la bellezza in mezzo all'orrore. Qualunque cosa accada, rispondiamo a colpi di abbracci". 
(Nadia Bonini)

... E di poesia aggiungerei. 


Collage di Paola Sansone


Non ci sono parole per descrivere l'emozione provata il 13 Novembre quando, ignari dello scempio che si stava consumando a due passi da noi, le nostre parole si sono fatte strada valicando i confini spazio temporali e i nostri  cuori per qualche minuto hanno battuto all'unisono. Grazie agli organizzatori: Milton Fernàndez, Cristiana Zamparo, Nadia Bonini e agli amici poeti che hanno condiviso con me questo momento  in una cornice di tutto rispetto, l'Henry's Cafe'. 

Festival della Letteratura (Pagina Facebook) 

venerdì 6 novembre 2015

POETI ALLA SPINA 




Una trentina di poeti, inclusa me medesima, presteranno le loro voci per spillare versi e parole.  Nell'antica Grecia si filosofeggiava degustando vino, noi nel 2015 nella vecchia Milano poetiamo spillando birra. Cinque minuti per raccontarsi in poesia davanti a una birra fresca in un clima disteso e sereno. L'appuntamento è venerdì 13 novembre dalle 19.00 alle 22.00, presso il pub Henry’s Cafe di Via Col di Lana 4. 

Vi aspettiamo.



sabato 24 ottobre 2015



Si potrebbe affermare senza eufemismi che, l’ostinazione, la tenacia e l’apertura all’altrui “sentire” siano i tratti distintivi del successo di questo progetto finanziato da Eni foundation: 'Il Teatro fa bene', il cui scopo è quello di trasmettere alla popolazione locale del Mozambico le buone pratiche sanitarie e alimentari, con un occhio di riguardo verso la maternità e la cura dei neonati attraverso una forma d'arte ancestrale, il teatro. Ciò che è emerso, è infatti il desiderio di cooperazione, fondendo le differenti tradizioni e costumi senza predominio alcuno.  L’incontro di ieri presso la Casa Corriere all’Esposizione Universale ha inoltre evidenziato come, contrariamente alle opinioni di professori e antropologi, esista una sottintesa tradizione di teatro comico nel territorio nonché una connaturata diffidenza in merito alla medicina allopatica; è stato dunque necessario informare la popolazione sulla possibilità di ricorrere alla sala operatoria o ad altre tipologie di cura, senza tuttavia escludere le pratiche in uso.
Oltre al progetto 'Il Teatro fa bene', Eni foundation ha disposto nella zona di Palma alcune migliorie alle infrastrutture sanitarie già esistenti  e disposto la realizzazione di nuove realtà sostenibili.

Approfondimenti



martedì 20 ottobre 2015

 SHIR HASHIRIM (Il Cantico dei Cantici)


Amore e Psiche - Canova

Cantico dei cantici - Chagall

Il diletto sposo, è paragonato al Re Salomone; la diletta sposa, è designata con il nome di Sulammìta. Questi particolari hanno offerto lo spunto per attribuirne la composizione al re “magnifico” di Gerusalemme. L’inserimento di questo poema nel canone dell’Antico Testamento destò non poche perplessità e dissensi per gli espliciti riferimenti al sesso ma Shir Hashirim travalica il tempo e lo spazio celebrando l’amore in tutte le sue infinite sfaccettature.


Lo sposo

“Come son belli i tuoi piedi
Nei sandali, figlia di principe!
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,
opera di mani d’artista.
Il tuo ombelico è una coppa rotonda
Che non manca mai di vino drogato.
Il tuo ventre è un mucchio di grano,
circondato da gigli.
I tuoi seni come due cerbiatti,
gemelli di gazzella.
Il tuo collo come una torre d’avorio;
i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn,
presso la porta di Bat-Rabbìm;
il tuo naso come la torre del Libano
che fa la guardia verso Damasco.
Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo
E la chioma del tuo capo è come la porpora;
un re è stato preso dalle tue trecce”.

Ct 7,2-6


La sposa

“Il tuo palato è come vino squisito,
che scorre dritto verso il mio diletto
e fluisce sulle labbra e sui denti!
Io sono per il mio diletto
E la sua brama è verso di me.
Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,
passiamo la notte nei villaggi.
Di buon mattino andremo alle vigne;
vedremo se mette gemme la vite,
se sbocciano i fiori,
se fioriscono i melograni:
là ti darò le mie carezze!
Le mandragore mandano profumo;
alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti,
freschi e secchi;
mio diletto, li ho serbati per te”.


Ct 7,10-14




Shir Hashirim Besha'ashuim - Ofra Haza




martedì 6 ottobre 2015


20 ARTISTI, 8 IDEE, 160  EMOZIONI


Collettiva d'arte del gruppo Amici del Quadrato.
 Tema trainante: l'armonia dell'anima, l'incontro tra protagonismo e assenteismo. 









Fino al 15 ottobre. Da non perdere.
Presso: Stazione P.ta Vittoria del Passante Ferroviario
viale Molise (all'altezza del civico 69) Milano



Artisti presenti con le loro opere:

Ezio Felisa
Giancarlo Reati
Giancarlo Adduci
Davide Beretta
Gabriella Mercoli
Rosanna Bottani
Roberta Canepa
Domenico Porpora
Elio Rubini
Rosanna Lenzi
Maria Lucchetta
Ivana Gazzetta
Gilberto Piccinini
Vanna Tagini
Raffaele Falzetta
Annunziata Fiumi Loosli
Tiziana Sormanni
Salvatore Cangemi
Gloria Principia Rosco
Mario LocatellFrancesco Adduci