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venerdì 22 dicembre 2023

CREDI DAVVERO (CHE SIA SINCERO) di Roberto Ottonelli - Ed.Bertoni


- Recensione -

La descrizione soggettiva dei protagonisti dà maggiore forza al racconto che purtroppo, trae spunto da una storia vera. Il risveglio forzato di Antonio, occhio di bue su una realtà familiare opprimente; il conseguente macigno di rabbia, delusione e responsabilità, le esperienze negative con l'altro sesso fanno da cassa di risonanza alle sue aspettative nei confronti delle donne: di una giovane donna, tanto da incentrare il suo mondo verso quella dolce creatura che, involontariamente si trova catapultata lungo lo stesso sentiero con tante speranze nel cuore, con entusiasmo e  passione. Campanelli d'allarme ignorati, solo tanto amore da offrire. Purtroppo di Martina ce ne sono tante, troppe in giro. Un plauso a Roberto Ottonelli. Lettura scorrevole. Letto tutto d'un fiato. 

mercoledì 14 giugno 2023

                                                 

 URBAN GIANTS 2023


E c'è chi crede che sia solo un muro. In realtà, è un susseguirsi di mondi, di idee, di personaggi. Super Mario insegue i giaguari della giungla Amazzonica; i Nativi americani fronteggiano coccodrilli armati di mazza; dinosauri e pistoleros minacciano i protagonisti del film "Ritorno al futuro'. Tutto questo e molto altro grazie ai graffiti realizzati in occasione dell'evento Urban Giants 2023. L'esterno della Vetreria Vetropack si è trasformato in un attualissimo "Paese delle Meraviglie". 





* Urban Giants 2023 Centro Feste Ugo Tognazzi Trezzano sul naviglio dal 09. 06. 2023 al 11.06.2023

lunedì 13 dicembre 2021

UN POMERIGGIO DA FAVOLA

Un appuntamento imperdibile con favole ed emozioni per adulti e bambini. Presente anche lo scrittore Armando Maschini, autore del libro "Quando le parole diventano favole".

Verrà inoltre offerta a tutti una gustosa merenda e i bambini potranno consegnare le loro letterine a Babbo Natale. 

 Sabato 18 Dicembre 2021 dalle ore 16  

Centro Civico Sala Ilaria Alpi - Teatro Piana Via Turati, 6  Cesano Boscone (MI)








*Evento organizzato da: Associazione Comitato Tessera 2001

sabato 11 settembre 2021

Visita alla Società di Mutuo Soccorso, Bordighera


Meraviglia ed emozione hanno caratterizzato la mia visita in questo luogo ricco dei ricordi delle sei famiglie di pescatori che hanno fatto la storia di Bordighera.

Un viaggio nel tempo dettato da questa singolare scatola dei ricordi, piena di cartoline e scatti in bianco e nero che documentano la vita e l’aspetto che ha assunto la città nel corso degli anni. Ne emergono i pescatori, con i nomi e i soprannomi con i quali erano conosciuti in paese, i personaggi, come il pittore tedesco Friederich von Kleudgen e padre Giacomo Viale che ne hanno risollevato le sorti, i politici, i sindaci, persino la regina Margherita. Sono testimoniati dai documenti e dalle stampe, oltre a premi e manifestazioni, i soggiorni di Claude Monet alla pensione Anglais, la partenza da Genova del transatlantico Rex, con ben altra rotta rispetto all’accenno fatto nel celebre film di Federico Fellini Amarcord, e anche la festa della mamma. Lo sapevate che ha avuto origine proprio a Bordighera, prima di diffondersi in tutta Italia? Ad arricchire il tutto, il bel diorama della città di Bordighera creato dalle sapienti mani di Fulvio De Benedetti: la minuziosità dei particolari rende molto reale il sogno, mentre i suoi racconti ci riportano indietro nel tempo. Meraviglia ed emozione.

martedì 24 agosto 2021

"Curarsi con il cinema" di Paolino Cantalupo - Tullio Pironti Editore



Testo di Giusy Grasso

Le immagini esterne plasmano quelle interne e viceversa. Così, ciò che avevamo custodito nello scrigno dell’essere si apre un varco alla ricerca di una nuova via, costellata dei segni del nostro tempo. Un diverso sentire ci aspetta. Il futuro è consegnato alle immagini.

Corredato di 52 illustrazioni, amarcord di famosi ciak, arricchite da brevi calzanti note, il libro spiega in che modo sia possibile utilizzare il cinema nella cura delle sofferenze psichiche, delineando così, una psicoterapia immaginativa che sollecita le corde dell’erotismo e della seduzione.

Per l’autore, il disturbo mentale non è la perdita dell’identità bensì l’eccesso di identità; una forma pervicace dell’essere, che, senza aperture, non comunica più con il mondo esterno e si predispone al disequilibrio.

sabato 8 maggio 2021

"Non abbiate paura"

Ph: Jasmin Chew

Nel brusio della stanza

Risa di angeli avanzano

Quanto rumore

Per essermi svegliata

Dalla parte opposta dei sogni.

G. Grasso

lunedì 21 dicembre 2020


 "Ho riconosciuto la felicità 

dal rumore che ha fatto andandosene."

Jacques Prévert 



Foto: Light Writer's Photos 
Allestimento scenografico: Incanto Lunare
Abbigliamento/accessori: Coccole d'Autore


 

venerdì 4 dicembre 2020

       


"Più piccolo di come appare da sotto, eppure così significativo nel paesaggio di cui fa parte con naturalezza. Quasi commovente, nel modo in cui si adatta alla conformazione della collina invece di forzarla alle proprie ragioni. Un messaggio di equilibrio e stabilità lasciato così tanti secoli fa per durare ed essere ammirato, con le sue linee curve, senza presunzioni di verticalità, senza sfide alle leggi della fisica. Più in là ci sono i boschi, i muri che circondano la proprietà e la rendono invisibile dalla strada, più sotto, la pianura in cui dilagano capannoni, fabbriche, strade e altre brutture contemporanee avvolte in una foschia azzurrina."


Sinossi: La mattina del primo gennaio Veronica Del Muciaro, inviata di un programma televisivo di grandi ascolti, sta per morire soffocata da una brioche in un caffè storico di Suverso, prospera cittadina del nord. La salva uno strano e affascinante archeologo, il marchese Guiscardo Guidarini, che le rivela di aver riportato alla luce un sito importante. L’inviata scopre di cosa si tratta e lo rende pubblico in diretta tv, scatenando una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti e autorità scientifiche. Con Il teatro dei sogni Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti. 

RECENSIONE

Il marchese Guidarini, in questo romanzo a chiave dalla narrazione accattivante, diventa, suo malgrado, il protagonista di una contesa tra, i media e la politica contemporanea. TEATRO della contesa, due immaginari quanto reali comuni della Brianza e i rispettivi sindaci con entourage annesso. Immagini speculari di uno Stato che ha messo all’angolo la Bellezza con la B maiuscola aprendo la porta a personaggi della nostra quotidianità come la Del Mùciaro con l’accento sulla “U” che pare, a tratti, la brutta copia di Bruce Nolan/Jim Carrey nel film “Una settimana da Dio” e la sua boss, dall’ingombrante cognome “Riscatto”. A proposito, a quanto ammonterà il prezzo per liberare le menti provate dei poveri telespettatori? Il dibattito intellettuale si fa rissa da pollaio. Il lettore, si ritrova a sfogliare con frenesia questo romanzo come di fronte a un avvincente libro giallo alla ricerca dell’assassino. Ci troviamo ad assistere in prima fila alla pièce caricaturale di un’Italia in grado di farci sorridere, una risata amara certo, ma pur sempre una risata. 

"Dal punto di vista umano, l'azione del teatro come quella della peste, è benefica perché, spingendo gli uomini a vedersi quali sono, fa cadere la maschera, mette a nudo la menzogna, la rilassatezza, la bassezza e l'ipocrisia"

(Antoin Artaud)



mercoledì 18 novembre 2020




La paura è nei cromosomi?



Foto: Fabio Ricci


È di qualche tempo addietro l’annuncio da parte di un’équipe di biologi che è stato individuato il gene della paura. Ovvero la paura, oggi componente determinante del vivere nel mondo occidentale di fronte al dilagare del terrorismo, è insita nell’uomo, di qualunque estrazione razziale, culturale, sociale, esso sia.

In realtà, noi crediamo che gli scienziati abbiano commesso un piccolo errore: hanno individuato il gene del timore, non quello della paura. E non vi sembri questo un gioco di parole.

La paura è una reazione irrazionale, che spinge alla fuga (in greco fobéomai, “aver paura”, viene proprio da “fuggire”, fébomai), che suppone un castigo, che sobilla, in mancanza di possibili fuoriuscite evasive, al duello. È una passione da cui liberarsi, come auspicavano gli stoici, verso l’atarassia, la pacatezza e la serenità. Era considerata – è – quasi come un vizio.

Ben diverso il timore. Ovvero quel sentire fiducioso che, come scrive lo psicologo Umberto Galimberti, “concorre alla formazione della coscienza morale che argina le spinte trasgressive”.

Contrariamente alla resa allo sgomento dettata dalla paura, il timore induce al dialogo rispettoso e consapevole e spinge al rigore morale che sono la difesa più certa contro ogni arroganza, ogni brutalità, ogni disumanità. Anche, e potremmo dire soprattutto, quelle che si autoproclamano – invocando “invano” il nome di Dio – etiche, morali, “sante”.

“Abbiamo bisogno di ritrovare”, scrive Gianfranco Ravasi, “quel timore che è rispetto per l’altro, ossia il prossimo, e per quell’Altro, che è Dio o il mistero (secondo le diverse opzioni)… Abbiamo bisogno di ritrovare quel timore che è fiducia e fraternità, perché tutti siamo creature, partecipi delle stesse paure e della stessa fragilità “adamitica”.”

E, confermano i biologi, possiamo farlo guardandoci dentro, scrutando la nostra umanità, impegnandoci nell’individuare la nostra identità, quindi le nostre possibilità e i nostri limiti.


lunedì 31 agosto 2020

  I veri credenti di Joseph O’Connor

 

L’Irlanda moderna e le sue contraddizioni in una serie di racconti ben strutturati. Personalmente, in questi spaccati di una terra perennemente in conflitto (nel 1991, quando il libro è stato pubblicato, la “questione irlandese” era molto più tragica di oggi) e di personaggi in bilico tra illusioni e realtà, ho trovato più belli gli ultimi capitoli. La storia d’amore tra i due combattenti schierati su fronti avversi, e soprattutto “Libertà si stampa”, dove un vedovo, appresa la notizia della moglie vittima di un incidente ferroviario, è soprattutto stupito dal fatto che la consorte recasse tra le mani una rivista che notoriamente disdegnava: le sue buffe considerazioni troveranno un riscontro in una chiacchierata finale con l’edicolante di fiducia. Tutta la narrazione di O’Connor è un’incursione nell’evoluzione/involuzione dei rapporti umani e di quello di coppia in primis, con le drammatiche rivalità politico-religiose, il labile vincolo tra sacro e profano, gli eccessi del quotidano a fare da tracce joyciane che conducono on the road esistenze difficili. 
 Giusy Grasso

mercoledì 6 maggio 2020

COME IN, WE'RE OPEN!





Oggi 6 Maggio 2020 lo studio fotografico Light Writer's Photos riapre al pubblico con i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 08.00 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. In linea con le nuove disposizioni, potrà entrare una sola persona alla volta. Non temete, i prezzi rimarranno invariati fino alla fine dell'anno 2020. E non dimenticate la mascherina!




giovedì 9 aprile 2020

Anno 2030.
- Nonno, raccontami di quando l’Italia divenne una nazione così bella! E il nonno cominciò: era il 2020, dieci anni fa. All’improvviso un'epidemia investì tutto il mondo, pare provenisse dalla Cina ma, era stata portata da altri, forse da militari americani, non si seppe mai la verità... In Europa, l'Italia fu la prima a essere colpita. Ci furono tanti morti. Paura, diffidenza, gli ospedali gremiti di gente. Durò parecchie settimane, mesi, fu dura. Tanto. Il popolo italiano fu di grande esempio e reagì, dapprima, con la leggerezza e il sense of humour che lo contraddistingue poi, con spirito di sacrificio. Le persone riscoprirono il valore dell’aiutarsi vicendevolmente. L'importanza del tempo da dedicare alle persone care. Una crisi spaventosa colse tutti impreparati. I negozianti, a malincuore, tirarono giù le saracinesche delle loro attività commerciali e produttive. Chiedemmo aiuto all’Europa; all’epoca avevamo una Comunità, così si chiamava: comunità europea. Doveva servire per fare una grande Nazione, come gli Stati Uniti ma, altre nazioni, come la Germania e l’Olanda, dissero che avremmo dovuto fare da soli. Oppure, offrire le nostre aziende, gli aeroporti, le autostrade, l’oro della Banca d’Italia, i nostri risparmi... MA COME?! Dopo quello che avevano combinato!
- E allora nonno, cosa accadde?
Accadde che, ci rendemmo conto che dovevamo fare tutto da soli. Il Presidente della Repubblica, chiamò tutte le aziende e la Banca d’Italia emise un prestito, solo per gli Italiani, di 100 miliardi, si chiamava "SALVA ITALIA" e doveva servire per risollevare le sorti del Paese. Accadde l’incredibile: i politici rinunciarono ai loro stipendi per 6 mesi! Tutti i dirigenti d’azienda fecero altrettanto e, il resto della popolazione a seguire, secondo le proprie possibilità. Quindi, le aziende sane, comprarono così tanti titoli che, lo Stato italiano raccolse 300 miliardi in poche settimane. A quel punto, chiamarono un grande banchiere, un certo Draghi. Con quei soldi, non solo superò la crisi del momento ma, ricomprò anche una parte del debito estero che avevamo. Diminuì le tasse, per consentire di produrre a costi più bassi. Dopo appena quattro mesi, eravamo la Nazione più in forma del momento mentre, le altre, ci stavano a guardare, sperando non ce la facessimo. Alcune aziende che avevano trasferito le loro produzioni all’estero, come la Fiat, tornarono in Italia. Per consentire a tutti di lavorare, diminuirono l’orario di lavoro permettendo così, di trascorrere più tempo in famiglia. Il maggior fatturato, permise di ricomprare ancora i debiti che avevamo contratto negli anni passati. Eravamo così fieri di essere Italiani... Furono anni di grande intensità emotiva. Anni in cui riscoprimmo di essere un grande popolo fortunato, perché vivevamo nel paese più bello del mondo.
- Grazie Nonno. Domani me la racconterai di nuovo? È una storia così bella!

venerdì 6 marzo 2020

RILANCIAMO IL MADE IN ITALY


Siamo il Paese più bello del mondo, quello con il maggior numero di siti patrimonio dell'umanità e quello dove si mangia meglio, con maggior varietà di proposte.
In perfetta linea con le sue trasmissioni green, anche il cantante e conduttore sempreverde Luca Sardella, notoriamente sensibile alle eccellenze italiane, partecipa alla campagna "Rilanciamo il made in Italy". 















martedì 25 febbraio 2020


Non urlare per chiedere aiuto di notte. Potresti svegliare i vicini.
Stanislaw Jerzy Lec



Buongiorno a tutti. Vorrei parlarvi quest’oggi, senza troppi fronzoli o  allarmismi, di un tema che, in questi giorni abbonda sui principali media e organi di stampa, e vorrei farlo analizzando qualche articolo dei nostri vicini francesi. Uno tra tanti. Una donna, assistita dagli operatori sanitari di Monte Carlo, per la quale, a seguito della descrizione dei suoi sintomi, si è messo in opera il protocollo di ricovero definito dal governo monegasco in riferimento alla sindrome corona virus. La paziente, attualmente ricoverata presso l’ospedale Princesse Grace, è stata sottoposta a un tampone e a delle analisi, poi inviate a un laboratorio di Marsiglia per un responso. I referti, arriveranno domani. Vorrei precisare che, al momento, pare vi siano già circa dodici casi ma,  le autorità sembrano voler ignorare questa notizia, per evitare panico e cattiva pubblicità? Forse o, più probabilmente, per qualche forma di interesse; ricordiamo che, Monte Carlo è un crocevia ideale per la diffusione del virus in quanto centro nevralgico, zona di passaggio di numerosi uomini d'affari provenienti da ogni parte del mondo. Nel suddetto articolo si insinua un accenno ai frontalieri italiani (circa seimila corrispondenti all’8%) ndr in Francia, particolarmente in Costa Azzurra, l’Italia viene dipinta come un centro di diffusione per l’epidemia, la stessa opinione pare sia condivisa da altri paesi in quanto, risulta essere il terzo  dopo Cina e Corea ad avere il maggior numero di casi. In tutto questo, l’Italia giustamente si difende, puntualizzando sugli incessanti controlli a tappeto, non dimentichiamo che, ci sono in giro persone portatrici sane di questo virus pressoché ignorate. Dunque, prima di dire che noi abbiamo più casi degli altri, bisognerebbe sapere come stanno esattamente le cose.













domenica 24 novembre 2019

I lungometraggi di Park Jung Bum al MILANO KOREAN FILM FESTIVAL 2019 Korea comes to Milano


"Height of the wave" (2019) 

Il cinema, può essere evasione ma, può  farci volare pur rimanendo con i piedi per terra, offrendoci oltremodo spunti di riflessione sull'interpretazione soggettiva del bene e del male, metterci di fronte alle nostre paure,  come davanti a uno specchio. Ho trovato interessante, la scelta stilistica a livello cromatico e sonoro del regista Park Jung Bum; sull'utilizzo di nuances cupe per  buona parte del film "Height of the wave" in netto contrasto con la purezza eterea sottolineata dalla luminosità del viso nella scena in cui Yea-eun si trucca e,  i colori vividi e intensi, accompagnati da note musicali dalle risonanze energiche e impietose, tese a sottolineare i ciak più intensi perché, ogni stato d'animo ha il suo contrappeso. In "The journals of Musan", mi ha particolarmente colpita, il long take della scena finale che, ne intensifica la drammaticità. All'interno del Cine Talk, si è parlato anche degli ingenti costi che comporta la produzione di un film e di come spesso, si scelga la via delle serie tv come trampolino di lancio. Tra le domande che hanno destato particolare interesse, è senz'altro quella su una possibile collaborazione cinematografica tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Domanda che, ha ricevuto, per contro, un'ulteriore domanda da parte del regista: "rammentate di qualche collaborazione cinematografica tra le due Coree? Vi viene in mente qualche titolo?" Però, mai dire mai, dico io. Ora, permettetemi una punta ironica: avrei voluto conoscere anche l'attore Jin Yong Ok che, in entrambi i film, ha sempre preso un sacco di botte, spesso non meritate, così, a prescindere. Mi ha ricordato un Fantozzi coreano ma, questa è una mia digressione.

lunedì 5 agosto 2019

LA MENTE PRIGIONIERA




“Un giorno così felice. / La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino. / Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere. / Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare. / Il male accadutomi, l’avevo dimenticato / Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono. / Nessun dolore nel mio corpo. / Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.
Czesław Miłosz 



Foto: Light Writer's Photos

giovedì 1 agosto 2019


Ore 8 del mattino di una giornata di mezza estate.  Un sole abbagliante, senza troppe cerimonie, fa capolino dalla vetrina di questa piccola bottega artigiana dal tocco sobrio ed elegante. E’ lui il primo cliente della giornata, pronto a incedere glorioso a illuminarne ogni angolo. Assaporiamo, con la mente, il bauletto della nonna; carico di ricordi, fedele custode di memorie, ora impreziosite da nuovi impulsi vitali in un caleidoscopico susseguirsi di forme e colori. La gentile padrona di casa, conduce i suoi ospiti in questo ambiente dal sapore familiare, popolato da opere, realizzate nell’arte antica della cartapesta. E ancora, specchi e cornici, drappi e ricami mentre, impavidi guerrieri quali scatolette di tonno e vecchi cd, si fronteggiano in frack. In questo luogo dove, tanto l’anziano quanto il bambino ritrovano il loro sogno sospeso, mi sono sentita un moderno Da Vinci alla bottega del Verrocchio.  


Incanto Lunare
Via Monsignor Pogliani, 20
Cesano Boscone - Milano